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Meditando sul dono della Fede, mi viene da pensare a due tipi di percorsi spirituali che in genere l’uomo sceglie di intraprendere: quello dei pellegrinaggi nei luoghi santi delle apparizioni e il percorso interiore dove il credente è chiamato nel Silenzio a meditare sul valore della Fede e sulla sua applicazione concreta e gioiosa nella propria vita. Il percorso interiore è il più complesso da affrontare perché ogni giorno siamo chiamati a fare i conti con la realtà; dinanzi alle prove della vita e alle sue difficoltà, la nostra fede viene messa in seria discussione e, se non ci aggrappiamo alla preghiera e alla S.S.Eucarestia, rischia di spegnersi. La fede da una parte e la paura della sconfitta dall’altra. Più si cresce nella fede e più si allontana la paura dal cuore, dalla mente, da ciò che ci circonda. Che cos’è la paura? La paura è un’ombra che si insinua nella mente e offusca i pensieri di Dio, paralizza le Sante ispirazioni e si allarga velocemente fino a condizionare totalmente pensieri e visioni sulla vita, per scendere nel cuore e avvolgere sentimenti ed emozioni. Un cuore dominato dalla paura è un cuore che non si dilata più, perde l’energia positiva che esprime nelle manifestazioni d’amore e pian piano diventa pietra. Un cuore che prima era di carne comincia a diventare insensibile, indifferente, estraneo…pietrificato. Che cosa mai potrà entrare di buono in un cuore di pietra? Che cosa potrà scaturire da un cuore che vive intrappolato in se stesso, vittima della paura? Solo segnali di chiusura verso Dio e il prossimo, solo indifferenza verso la Croce e il Sangue che la tinge di rosso. Quando ci abbattiamo di fronte agli ostacoli insormontabili che ci ostacolano lungo la Via tracciata per noi da Cristo, non dobbiamo nutrire sentimenti di autocommiserazione, o rimanere ripiegati su noi stessi, o nasconderci dietro frasi che attribuiscono ai nostri limiti la causa delle sconfitte personali. Ricordiamoci sempre che, oltre i nostri limiti, subito dopo i nostri limiti, già dai nostri limiti comincia e si manifesta la Potenza di Dio. Un amore confinato entro certi limiti è un amore semplicemente umano, terreno, momentaneo perché soggetto a sbalzi di umore…si esalta nella gioia, si abbatte nelle dure prove della vita, si spegne soffocato dal fuoco della paura. La paura di amare Dio e di donarsi a Lui con Amore e per Amore uccide l’amore stesso, rendendoci tavole di legno sulle quali stendere il corpo piagato di nostro Signore. Dunque, slanciamoci nell’Amore, mettiamo le ali al nostro coraggio e sarà l’Amore stesso a spiccare il volo e a vibrare in alto, là dove il Suo sguardo non ci ha lasciati nemmeno un istante e vivremo la pienezza del Suo Amore e sentiremo la leggerezza e il calore dello Spirito. L’Amore è servizio… il servizio è Carità. Amore e Carità sono le braccia della Fede e le Ali della Speranza. La Carità è l’espressione più alta dell’Amore di Dio.. non c’è Amore senza Carità, non è vera la Carità se la spinta non viene dall’Amore. Le due virtù camminano l’una abbracciata all’altra e, quando una delle due rallenta il passo, non fa che fermare anche l’altra. Se si fermano Amore e Carità, va avanti solo l’idea dell’Amore e il pensiero della Carità… Un’idea senza sostanza muore in se stessa, un pensiero se non prende forma e colore, rimane nella mente e si spreca solo per se stesso. Quando l’Amore e la Carità si esprimono in pensieri, opere, azioni, manifestazioni, il primo a gioire di questi frutti è il Signore, il secondo a beneficiare è il fratello e via di seguito… L’ultimo a gioire deve essere proprio colui il quale ha ospitato l’idea dell’Amore e l’ha resa concreta con le opere… è il vero cristiano, il testimone del Vangelo, l’operatore della Carità. Dalla Croce viene la Forza; dalla croce viene la testimonianza del Coraggio, dalla Croce viene la lezione dell’Amore Supremo di un Padre che ci ha donato l’unico Suo Figlio per Amore, liberandoci dalla paura d’amare oltre i limiti e i confini. La nostra Fede, sia la risposta sincera e concreta al Padre che ci ha creati, al Figlio che ci ha redenti, allo Spirito Santo che ci ha santificati. Il servizio fedele, sincero nella Carità, è l’opportunità che Dio stesso ci dà per misurare il nostro Amore verso Lui, per allungarlo fino a raggiungerlo nell’alto dei cieli, per dargli il valore aggiunto che lo differenzia dall’Amore terreno, qualificandolo, santificandolo, rendendolo eterno. Percorriamo il sentiero dell’Amore di Cristo dove l’alba non conoscerà mai tramonto, e vivremo nella Luce e nella Grazia di Dio, nella gioiosa contemplazione di un Dio-uomo che si trasfigura in noi ogni giorno per farci somigliare sempre più a Lui.
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