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Il Signore non smette mai di camminare per le strade del mondo, respirando ancora l’aria inquinata e contaminata dal peccato dell’uomo. Quante volte lo incrociamo per strada e non lo riconosciamo: nel bisogno di un mendicante, nell’umiliato che vorrebbe essere capito e confortato, nel pianto di un bambino che si ribella alle violenze… ogni momento Gesù ci parla attraverso le persone che ci circondano e persino quelle che preferiamo evitare. Spesso non vogliamo sentire o non vogliamo capire il senso delle loro parole perché a tutti quanti viene più facile chiedere, anziché ascoltare senza avere l’umiltà di attendere e riflettere, o addirittura tacere. Il nostro parlare riempie ogni spazio e momento delle giornate, il nostro modo di pensare s’impone su persone e situazioni. A questo mondo caotico che l’uomo si è costruito con l’egoismo, l’indifferenza, l’amor proprio, la cattiveria, Gesù tuona con voce squillante per dirci che ha sete del nostro Amore e che la Sua sete d’Amore può essere placata solamente dal desiderio continuo di essere amato, cercato, pregato. Gesù non vuole essere per noi un breve momento di gioia passeggero; le gioie terrene si spengono subito dopo averle vissute, Lui solo è Gioia eterna, quella gioia che si radica nel nostro essere ogni volta che riceviamo l’Eucaristia per custodirla nel nostro Cuore. Più posto riserviamo al Signore nel nostro cuore e più Lui dimorerà con la Sua Potente grazia in noi, amerà le persone che incontreremo e, attraverso noi, esaudirà le richieste di chi ci passerà accanto, senza mai risparmiarsi. Noi diverremo in Cristo testimoni di Pace, e strumenti d’Amore e cercheremo la Pace per attuarla in tutte le situazioni della vita, doneremo l’Amore oltre ogni limite e confine umano perché vivremo e attingeremo dal Suo Amore inesauribile. Gli amici di Gesù, cioè quelli che con coraggio, dopo aver detto “sì” alla Sua chiamata, prendono le proprie croci e lo seguono, vivranno e sentiranno gli stessi sentimenti di Gioia e di dolore di Gesù, gioia per la conversione dei peccatori e dolore per la perdita delle anime. Il Signore a loro farà condividere Croce e Gloria. Intrisi del sangue dell’Agnello, Gesù si servirà delle loro sofferenze per continuare a lavare le colpe dell’umanità e a riscattarle anche con la loro vita. Li prenderà per mano e li farà percorrere sentieri ripidi, insidiosi, pieni di chiodi e di spine, per realizzare per mezzo di loro meravigliose opere d’Amore e di Bene. Non dimentichiamoci quanto è costata al Signore la salvezza dell’umanità; la Sua Passione, crocifissione e morte in Croce. Se non fossimo schiavi del peccato e soggetti a frequenti ricadute, il Sacrificio d’Amore del Signore non si ripeterebbe tante volte. Allora, ogni volta che ci sentiamo tentati e che stiamo per cadere nel peccato, chiudiamo gli occhi e pensiamo a Gesù che grida dalla croce i Suoi indicibili dolori; cerchiamo nella mente quelle immagini del soldato che con la lancia trafigge il Suo Cuore. Se immaginiamo il Suo sangue che scende copioso su di noi, lo sgomento e il dolore sicuramente ci allontaneremo dalla tentazione. Non abbiamo timore di rimanere ai piedi della Sua Croce; Lui è sopra di noi che ci aiuta, ci esorta ad andare avanti con coraggio e con fede consegnandoci l’umanità che geme e soffre per la sua fragilità e che necessita dell’aiuto di ciascuno di noi per rialzarsi ed edificare un regno di pace e d’amore. Anche noi non siamo soli perché Lui ci ha donato Sua Madre che incessantemente prega, intercede e protegge tutti i Suoi figli educandoli all’Amore. La più grande tristezza che l’uomo non dovrebbe mai sentire in cuore è la solitudine interiore soprattutto negli ultimi momenti della propria vita. Se non abbiamo cercato Gesù nella nostra vita e non abbiamo capito che l’amore è il vero senso che muove e dà sapore ad ogni cosa, anche quel momento ci sembrerà un’eternità fuori dall’eternità di Cristo e quella attesa si farà lunga, desolante e straziante. Se, invece, abbiamo trascorso giornate intere alla ricerca di Cristo, nell’umiltà di chi anche quando si è perso, è tornato al Padre per beneficiare della Sua Misericordia, vivendo della Sua parola, arricchendosi delle gioie della fede, allora non abbiamo nulla da temere perché quel giorno il Signore stesso verrà a prenderci per mano e ad accompagnarci in cielo. La nostra salvezza comincia già nel momento in cui accogliamo la venuta del Signore nel nostro cuore, per completarsi quando saremo dinanzi alla presenza del Suo volto nell’Eternità.
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