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Nel bagliore e nella lucentezza degli abiti di Gesù soffermiamoci su quel Cuore che al centro del Suo petto “palpita” incessantemente tanto da irradiare Amore, Amore e ancora Amore per tutta l’ umanità sofferente e in cammino verso la Santità. È il Cuore Eucaristico che parla al cuore di ogni uomo, per ricordare con infinita dolcezza che il Sacrificio di Gesù è servito per la sua Salvezza e la sua Redenzione. Quel Sangue Preziosissimo che Gesù ha sparso, dalla nascita fino alla Croce, ha impregnato ciascuno di noi di ogni sorta di benedizione; per i meriti di quel sangue siamo stati riscattati dal peccato, per i meriti di quel sangue innumerevoli anime del Purgatorio sono liberate dalle loro colpe e purificate prima di entrare a contemplare la Gloria di Dio in paradiso. Dal Cuore di Gesù è scaturita anche l’acqua, dopo che tutto il sangue era stato già totalmente versato, per formare un'unica sorgente di misericordia per gli uomini, lavacro di tutte quelle Anime che, in punto di morte, desiderano ravvedersi e aggrapparsi all’ultima ancora di salvezza, per non sprofondare nella dannazione eterna. Gesù ci fa una lezione sull’Amore, sulla Gioia, sulla vita terrena e futura, sulla speranza alla quale siamo chiamati, ricordandoci che la nostra beatitudine è il Suo Amore per noi. Chiediamoci perché mai il Signore insiste nel volerci donare il Suo Amore e da parte nostra c’è tanta resistenza all’azione della sua grazia, che è amore santificante. Interroghiamoci sul vero significato dell’amore o sulla sua finalità. L’Amore che il nostro Signore vuole ardentemente e incessantemente donarci è simbolicamente “la chiave” per entrare nel Suo Regno: la chiave dell’amore in tutta la sua Gloria, la chiave dell’Amore in tutta la Sua Umiltà, la chiave dell’Amore in tutta la Sua Gratuità, che nella loro pienezza la trasformeranno in chiave dell’unità. Questa chiave apre le porte del cuore di ogni uomo per permettere al Signore di entrarci, dimorare in Lui, crescere nelle virtù, fiorire nei sentimenti, fruttificare in opere di carità, affinché l’uomo diventi una sola cosa in Cristo e rafforzi il vincolo di unità con tutti i fratelli. Il percorso dell’Amore non è quindi solo in verticale, nella relazione con Dio, ma anche in orizzontale, nell’incontro con i fratelli. Il percorso dell’Amore è soprattutto circolare: nasce da Dio e, dopo essersi consumato, impregnato e sfinito nella condivisione col prossimo, torna a Dio come offerta totale di sé e della ricchezza ricevuta dagli altri nell’umiltà, nella gioia e nella gratuità di un dono. Chi sono i beati? I beati sono coloro i quali si sentono felici, e la loro felicità deriva dall’amicizia con il Signore, dal Suo Amore per noi gratuito, fedele ed eterno. La nostra fragilità non rappresenta per Lui un handicap o un freno, nel donarsi con tutta la Sua gentilezza. Lui ci svela il segreto per nutrirci del Suo Amore senza limiti e misure, cioè dilatando di più il nostro cuore e chiedendogli di amarlo sempre di più. Gesù ama essere pregato, Gesù ama essere desiderato, Gesù ama le creature più fragili affinché sulle loro debolezza possa trionfare con la Sua potenza, sulla loro povertà vincere con la Sua ricchezza e con la Sua sapienza. Che cos’è la vita? La Vita è un tesoro inestimabile e dono meraviglioso del Signore… tutto quello che siamo ed abbiamo viene da Dio, scaturisce dall’Amore di Dio per noi. Consapevoli della grandezza di questo dono, il nostro compito è solamente quello di “amministratore” attento agli sprechi, umile nel servizio, perseverante nel tempo, operoso nella carità, fedele nella lealtà, mentre costruisce il bene per servirlo agli altri. Senza l’aiuto del Signore non saremmo bravi ad amministrare la vita con serietà, per tutto il tempo che ci viene concesso. Senza la grazia di Dio ben poco riusciremmo a concretizzare opere Sante, opere di Bene, opere di Pace. Quando ci sentiamo padroni delle cose o delle persone, le usiamo finché ci servono, per poi gettarle dopo averne tratto tutte le nostre fonti di soddisfazione personale. Così rischiamo di fare con la vita. Se invece ci sentiamo nella nostra vita ospiti di Dio, ecco che nella nostra mente e nel nostro cuore risuona e dimora un solo pensiero, il pensiero di Cristo che ci accompagna ogni giorno e trascorre le sue ore con noi nella pace, nella gioia, nell’unità, nell’accettazione, nella fraternità, nella condivisione, nell’umiltà, nella sofferenza, nella misericordia… Ogni giorno che nasce sia per noi una gioiosa e feconda risposta e conferma dell’amore che rivolgiamo al Signore. Il nostro “sì” a Lui diventi un saluto sincero e profondo all’Altissimo, datore e creatore della vita; un grazie al figlio che ci viene incontro ogni giorno in tutte le nostre necessità fisiche e materiali. Il nostro “sì” sia l’impegno a voler rimanere nella grazia dello Spirito Santo, conservarla nell’innocenza con la quale abbiamo ricevuto il battesimo, anche da adulti, fecondandola e moltiplicandola nel servizio, nella preghiera e nella carità. Gesù è l’albero della Grazia e i Suoi rami sono colmi di fiori di grazia per tutti. Se scegliamo di rimanere nella Grazia di Dio, allora siamo molto vicini a Gesù e cresciamo come un ramo attaccato al Suo albero. Il nostro “sì” quotidiano produrrà tanti fiori sul nostro ramo, fiori di speranza , fiori di pace, fiori di unità, fiori destinanti a portare molti frutti di speranza, di pace, di unità, di vocazioni… frutti di della Sua parola. L’albero della Grazia non corre il rischio di morire o di inaridirsi, perché la sua linfa vitale è lo Spirito che crea, trasforma, rigenera. È fuoco che non brucia e mai si spegne, vita che genera vita. Partecipiamo anche noi gioiosi a questo ciclo della vita in Cristo, con Cristo e per Cristo, perché così facendo, arriveremo all’ultimo nostro giorno di vita, col nostro cuore traboccante d’Amore, le nostre mani stracolme di opere di bene e di pace. Le mani saranno diventate candide come la neve, perché le avremo lavate con fatica e sudore, e le avremo consumate per edificare il tempio dell’Amore. Il desiderio del Signore è che ciascuno di noi sia sempre vicino a Lui, per godere già in terra la Gioia di un Amore, che si dona in eterno per trasformarsi in un fiore, il cui profumo preannuncia quello della santità. Non sia il nostro cuore turbato dall’angoscia, dalla paura di non essere idonei per questa vita. Per i cristiani non c’è posto per il pessimismo perché, da quando il Signore è risorto, sulla terra e nel cuore degli uomini è esplosa la gioia ed è nata la speranza. Nelle beatitudini il Signore ci viene incontro per dirci di non temere, perché è la paura che ci blocca e ci fa chiudere in noi stessi, rendendoci infelici. Noi siamo chiamati a sfidare la nostra natura umana, impaurita e ferita dalle prove della vita, per vincerla con l’amore eterno di Dio. Percorriamo con gioia la via dell’umiltà, che ci condurrà sulla vetta della santità!
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