|
Il cuore della Vergine della Purezza e portatrice di Gioia, ora più che mai arde come un fuoco impetuoso che brucia d’amore per tutti i suoi figli… fino a volersi consumare nell’amore. Dinanzi a tanta benevolenza e pazienza, dinanzi alla Sua incessante supplica nel volerci a tutti i costi felici e salvi, fermiamoci un attimo e guardiamo dentro il nostro cuore, per capire se a Lei e al Suo figliolo Gesù, siamo riusciti in questi anni ad aprire solo le “stanze” più piccole del nostro cuore, le più affollate dai sentimenti umani, che spesso ci impediscono di elevarci a quelle altezze irraggiungibili, possibili all’amore divino. Il cuore, sede dei sentimenti umani, quando non è acceso dal fuoco dello Spirito Santo, pulsa ma senza vigore, fino ad agonizzare negli uomini che hanno volutamente scelto di amare solo se stessi più degli altri. Un cuore ingabbiato dall’egoismo è un cuore statico, muscolo destinato ad impigrirsi e a pulsare più lentamente degli altri fino a fermarsi del tutto; chi vive con questo stato d’animo, perde sicuramente un’opportunità di vita perché non vive, ma sopravvive contando i giorni e facendoli scandire meccanicamente senza emozionarsi mai. L’alternativa ideale a questa “sopravvivenza” è una vita vissuta interamente in Cristo, con Cristo e per Cristo…. apriamo il nostro cuore a Dio per liberarlo dalle angosce, dalle pigrizie e dall’assenza dell’amore, e riempirlo della grazia dello Spirito Santo che è fuoco, vita, santità. Sciogliamo per prime, le catene dell’imbarazzo iniziale, quando, dopo aver ascoltato la chiamata del Signore, ci vergogniamo quasi ad ammettere a noi stessi che proprio Lui è venuto a noi per soccorrere con la Sua divinità le debolezze della nostra fragilità umana. Spesso nascondiamo la paura di cambiare dietro alcune frasi come: “Perché mai il Signore chiamerebbe me, tra tanti peccatori?” oppure “io non sono degno di seguirlo perché cado sempre nel peccato” oppure “per me ormai non c’è speranza di salvezza”. La chiamata alla conversione del cuore, consiste, almeno inizialmente, nell’apertura dello stesso cuore per far sì che la Misericordia dell’Amore divino ci bagni, ci rinnovi, ci trasformi interiormente, per farci divenire creature nuove. Se alla chiamata di Dio risponderemo subito con un sincero esame di coscienza ed una sana e santa confessione, saremo già in cammino, un cammino di fede che si nutrirà ogni giorno della parola di Dio e della preghiera del S.Rosario…e si tramuterà, via facendo, in una splendida testimonianza di fede autentica e filiale a Dio. Come il medico si preoccupa di curare i suoi ammalati nel corpo, così Dio ci viene incontro ogni giorno con la Sua Misericordia, il Suo infinito Amore che non conosce tramonto, instancabile e incommensurabile perché riguarda tutta l’umanità sofferente, che ha possibilità di redimersi solo se si lascia bagnare dal sangue di Gesù. Solo il Padre che è nei cieli può curarci col Suo Amore e guarirci sia nel corpo che nello Spirito, con la Sua grazia divina, per mezzo dello Spirito Santo Consolatore, l’unico in grado di rinnovarci dal profondo e ridonarci la purezza del Cuore. Difendiamo quindi gelosamente la Grazia dello Spirito Santo perché fuori di essa c’è disordine e caos, mentre sotto l’azione dello Spirito c’è pace e gioia. Apriamo il nostro cuore a Dio ed abbandoniamoci alla Sua volontà, e nelle preghiere chiediamoGli grazie e benefici senza pretese. Facciamo posto al Signore ogni giorno nella nostra vita, cominciando al mattino a lodarlo con la preghiera e, qualora fosse possibile, con la celebrazione eucaristica. Durante la giornata chiediamoGli umilmente tutto quello di cui abbiamo bisogno, dalle nostre necessità spirituali a quelle materiali, e alla sera, dopo le fatiche del lavoro, ringraziamoLo sempre per la Sua Bontà e Fedeltà nell’Amore. Così facendo eserciteremo una virtù, quella della pazienza, che è indispensabile per poter attendere serenamente l’esaudirsi delle nostre richieste senza scoraggiarci mai. I Tempi di Dio non sono quegli degli uomini e a volte, se un nostro desiderio o una nostra esigenza tarda ad arrivare, è pur sempre cosa buona e giusta, perché è la volontà di Dio che trionfa sulla nostra. Lui, più di tutti, nutre e desidera per noi sentimenti di pace e gioia e per questo dispone dall’alto della Sua Potenza e Volontà come crede, quando crede e nella misura in cui ci è necessaria la grazia stessa. Se viviamo nella logica dell’amore di Dio, ci muoviamo sicuri, felici e certi di non essere mai abbandonati e mai traditi della Sua fiducia. Nella logica del vivere umano, invece, se al primo posto e al centro del nostro cuore non mettiamo il Signore, vivremo una felicità illusoria, fatta di successi nel lavoro, nella società, ma ricca di insoddisfazione interiore, poiché solo la Luce di Dio è quel raggio di sole che penetra nell’intimo e ci inonda di pienezza di vita. Noi e Dio, Dio in noi, e noi in Lui, un binomio perfetto che ci permetterà di progredire nella fede, crescere nella speranza e trasformarci in piccoli “tabernacoli” d’amore, dove custodire gelosamente le sofferenze di Cristo, unirle ai nostri piccoli sacrifici e tramutarli gioiosamente in azioni di fede, speranza e carità per la Gloria di Dio e per il bene dell’umanità. La chiamata della Vergine Maria però, non è solo finalizzata alla liberazione di chi vive nel peccato, ma è rivolta all’umanità intera. È un invito speciale che tutti i figli devono cogliere, ciascuno nella propria condizione di vita. Dovunque siamo e qualunque lavoro svolgiamo, l’importante è impegnarsi seriamente affinché i desideri del nostro cuore siano sostenuti dalla nostra mente e tradotti in opere di carità. Desiderare la pace significa adoperarsi perché questa si attui; desiderare l’amore vuol dire impegnarsi a diffonderlo. Laici e religiosi, ministri della Chiesa, mamme e papà, ognuno di noi è responsabile delle proprie azioni ed è indispensabile a Dio perché il Suo regno di pace e di amore possa diffondersi anche in questa valle di lacrime, dove l’umanità intera è in cammino!
|