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Meditazione sul Messaggio del 24 Dicembre 2006 PDF Stampa E-mail
Alla vigilia del Santo Natale, la Vergine Maria, proprio nel messaggio di dicembre ci invita a vivere questo clima di attesa alimentando nel nostro cuore la Speranza per accogliere con gioia il Mistero della Nascita di Gesù Bambino.
È il nostro cuore che dobbiamo dilatare nell’amore, perché possa diventare la culla del “Divino Amore” Gesù, dove farlo crescere con le Sue stesse virtù; adorarlo come “Pane del Cielo” che ci dona la vita eterna, lodarLo come Salvatore del Mondo e Redentore dell’Umanità.
Come si può rimanere indifferenti dinanzi alla bellezza straordinaria del presepio….è lì che la Madonna ci ha detto di soffermarci, e non per fissare lo sguardo sulle statue o sullo scenario   
stesso delle montagne, ma Lei ci invita a guardare e a perderci nella semplicità disarmante della Grotta di Bethlem…”avvolto in poveri panni, adagiato in una mangiatoia, riscaldato dall’alito        del bue e dell’asinello, perché per la Vergine Maria e Giuseppe non c’era posto in un albergo”.
Non è l’uomo di allora che rifiuta l’ospitalità alla Madonna e a S.Giuseppe , ma è Dio stesso che vuole che il Suo unico figlio, nato per opera dello Spirito Santo, incarnato nel seno della Vergine Maria, si doni alla vita nella povertà più cruda per meglio sottolineare la grandezza della Sua umiltà, la dolcezza della Sua presenza, la ricchezza del Suo Amore che è dono totale di sé per tutti quanti gli uomini e diviene sé stesso il premio della vita futura nell’eternità.
La semplicità della grotta di Bethlem ci deve far riflettere sulla condizione ideale del cuore di ciascuno di noi che ogni anno deve sprofondare sempre più nell’umiltà, nella mitezza, nella mansuetudine, oltre che nella purezza…solo così il Salvatore del Mondo, il Bambino Gesù, può regnare e trionfare nel Suo Regno di Amore e Pace…che è il nostro cuore stesso.
Per infiammare il cuore di queste virtù, è indispensabile la preghiera del S.Rosario e in particolar modo meditare i Misteri del Gaudio, dall’Annuncio dell’Angelo Gabriele a Maria Vergine e l’incarnazione del Verbo che si fa carne, perché ha trovato la totale disponibilità non solo nel grembo verginale della Madonna, ma soprattutto il totale abbandono alla Volontà di Dio.
È un esempio bellissimo di obbedienza fino alla fine al Dio Creatore, quello che ci viene da Lei testimoniato con la parola “Si” e con una vita semplice, umile, silenziosa, ma intrisa in ogni istante dalla Grazia della Spirito Santo, che da quel momento prende dimora in Lei.
Anche quando visitò Elisabetta, per trascorrere con lei tre mesi, nel momento dell’incontro, la cugina fu piena di gioia e il figlio che portava le sussultò in grembo. Dove c’è il Signore c’è la Sua Grazia e dove c’è la Grazia dello Spirito Santo c’è la vita e la gioia, la benedizione e la pace.
Desideriamo ardentemente di divenire araldi della Pace, custodi della Parola e testimoni della Speranza e della Gioia, ed entriamo anche noi con questi sentimenti nella vita dei fratelli, nelle loro case, nei loro cuori, per far festa tutti insieme e accogliere con amore e gioia la “Luce del Mondo” che viene ad illuminare con la Sua Sapienza i cuori e le menti di tutti gli uomini della Terra.
Su esempio di Maria e Giuseppe che presentano al Tempio il loro figliolo Gesù per adempire alla legge di quei tempi, impariamo anche noi ad offrire noi stessi a Dio così come siamo, per adempire all’unica legge che non tramonterà mai…la legge dell’amore.
Così, vivremo e metteremo in pratica la “Parola” e cioè il “Verbo che si fa carne” viene ad abitare in noi e tra noi.
Abbiamo bisogno costantemente di entrare nel Tempio di Dio, nella preghiera, nel Tempio dello Spirito Santo, per purificarci, per sentire come il vecchio Simeone e Anna, la presenza divina in un bambino appena nato, e impariamo a portare i nostri figli a Gesù, al Padre, in Chiesa, nell’unione con Dio, nella Fede.
Anche quando ci sentiamo angosciati, lontani dal cuore di Gesù e il nostro cuore è turbato perché sicuramente non riesce a trovare pace, e cioè quando cadiamo nel peccato, riflettiamo e meditiamo sull’ultimo mistero della Gioia: lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù nel Tempio. Se perdiamo Gesù, allora abbiamo perso tutto; senza l’Amore di Gesù, non siamo felici, ma sconvolti, turbati, come lo sono stati i Suoi Genitori per tre giorni prima di trovarlo tra i dottori nel Tempio, a 12 anni a predicare con sapienza divina. Ricordiamoci però che il dolore della Vergine Maria mentre cercava il figlio Suo Gesù, si rinnova ogni volta che un altro figlio, e purtroppo c’è ne sono tanti, si perde su altre strade, droga, alcool, perversione…
Il Suo cuore immacolato perde sangue ogni volta che un Suo Figlio si allontana da Gesù; Lei ci vuole tutti santi e tutti salvi e il Suo Amore non avrà mai fine e la Sua preghiera di intercessione al Padre sarà sempre quella “Lampada accesa” dinanzi al Suo Altare per noi.
Guardiamo alla Santa Famiglia di Nazareth, e sul suo esempio facciamone un modello di vita per noi, da seguire, da imitare ogni giorno nella sua umiltà, nella operosità, nell’obbedienza, nel silenzio. Rinnoviamo l’amore che ci tiene uniti nelle nostre famiglie, che spesso cede sotto la pressione pesante dell’egoismo e della superficialità, o peggio dell’indifferenza…Noi mamme guardiamo alla Mamma Celeste e da Lei, teneramente impariamo ad avere pazienza coi figli e col marito, cerchiamo sempre il dialogo con loro, educhiamoli all’amore vero che è “Essenza della vita”, e dono della vita stessa; i papà che guardino a S.Giuseppe e custodiscano con amore la propria famiglia, vigilino non con autorità ed eccessiva severità, ma con tenerezza, con misericordia e con un silenzio fatto di amore che parla, e di preghiera… nella fedeltà reciproca alla vocazione e missione a cui i genitori sono chiamati.
L’esempio che i figli devono seguire è Gesù…la Sua obbedienza al Padre, alla Sua famiglia che lo ha accudito e seguito nella crescita, sia per tutti i figli della terra un scuola di vita sana e santa; aderiamo anche noi al Suo Vangelo, attiviamoci e serviamo la Chiesa perché ne facciamo parte integrante come fossimo un membro del Suo Corpo…con coraggio, offriamo la nostra vita al Signore che nasce, preghiamo perché una piccola “Scintilla del Fuoco del Suo Amore” incendi il nostro cuore e divampi totalmente; spendiamoci fino alla fine, fino all’estremo delle forze per Lui.
Abbandoniamoci nelle Sue mani, sia Dio stesso a guidarci dove Lui vuole, a fissarci come tende nei luoghi da Lui scelti, nella Sua vigna, nei luoghi dimenticati, nella povertà del Terzo Mondo, nei deserti più aridi…non saremo mai soli perché quando viviamo in Lui e Lui vive in noi lo Spirito Santo scende e dimora con noi per sempre.

                                                                                                                    Sia Lodato Gesù Cristo     

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